Belluno, 20 ottobre 2025 – ATO Veneto, Consiglio di bacino “Dolomiti”, Bellunum Holding: sono questi i protagonisti dell’attuale gestione del ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Belluno. In sintesi: la normativa ambientale stabilisce da tempo che la gestione dei rifiuti urbani debba essere organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO); all’interno dell’ATO Veneto, il Consiglio di Bacino “Dolomiti” è l’ente di governo che nel proprio territorio di competenza, vale a dire la provincia di Belluno, svolge le funzioni di programmazione, affidamento e controllo della gestione del ciclo integrato dei rifiuti; Bellunum Holding è il soggetto cui il Consiglio di bacino “Dolomiti” nel 2024, sussistendo tutti i requisiti richiesti dalla legge per realizzare un in house providing, ha affidato in concessione il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani dell’intera provincia di Belluno per i prossimi quindici anni.
Nata nel 2024, Bellunum Holding ha come soci i rappresentanti degli Enti pubblici locali della provincia di Belluno e raggruppa in sé i quattro Gestori provinciali Bellunum, Valpe Ambiente, Ecomont e Ponte Servizi: società ad oggi operativamente autonome che, in questa prima fase del processo di aggregazione, continuano ad agire separatamente nei territori già in precedenza serviti, sia pur riunite in un assetto societario che chiama Bellunum, in qualità di capogruppo industriale, alla direzione e al coordinamento dell’attività delle tre controllate.
Il mantenimento di società operative autonome è stato rappresentato fin dall’inizio – ricorda il Presidente di Bellunum Michele De Bacco – come uno scenario provvisorio: in prospettiva, il piano industriale prevede infatti la fusione delle quattro società nella forma dell’incorporazione, con avvio degli opportuni processi di armonizzazione. L’accorpamento dei quattro Gestori provinciali in un unico soggetto giuridico dovrà infatti passare attraverso l’omogeneizzazione dei processi tecnico-amministrativi, l’ottimizzazione nell’impiego delle risorse umane e strumentali, la condivisione degli obiettivi industriali (di mantenimento e di sviluppo) e, non ultimo, l’efficientamento uniforme del servizio erogato. Con la precisazione, a tal proposito, che l’uniformità alla quale il progetto complessivo ambisce non imporrà un ripensamento dei diversi metodi di raccolta attualmente praticati nei singoli comuni serviti: a garanzia delle scelte di metodo già espresse da questi ultimi, nel bacino provinciale continueranno infatti a convivere entrambi i sistemi di raccolta, sia lo stradale cosiddetto “evoluto” che il “porta a porta”.
Di recente i Consigli degli Enti soci di Bellunum Holding hanno concluso i necessari passaggi deliberativi approvando l’autorizzazione dell’operazione di fusione di Ponte Servizi in Bellunum e, con largo anticipo, anche quella di Ecomont. A seguire, lo scorso 10 ottobre, alla presenza del Notaio, l’Assemblea dei Soci di Bellunum ha adottato la decisione di fusione di Ponte Servizi, assegnandole la decorrenza del 1° gennaio 2026. L’atto di fusione sarà sottoscritto a breve. Quanto all’incorporazione di Ecomont, che – come detto – ha già ricevuto formale avallo politico, sarà operativa dal 1° gennaio 2027.
Un progetto di rilievo quello che nel 2024 ha preso le mosse con l’affidamento in house a Bellunum Holding e che nel 2025 ha già saputo germogliare nella direzione della fusione societaria: un disegno lungimirante, capace di coniugare il mantenimento a livello locale dell’efficiente gestione di un servizio pubblico essenziale con l’attuazione dei criteri, imposti dalla normativa ambientale, di superamento della frammentazione delle gestioni, di conseguimento di adeguate dimensioni gestionali e di valorizzazione di esigenze comuni e affinità territoriali.




